LE VOCI DEI PROTAGONISTI

Pinksie The Whale

LE VOCI DEI BAMBINI


Mohammad, 9 anni, Scuola primaria Tito Speri: 

Il laboratorio di Pinksie mi è piaciuto un sacco perché ci ha aiutati a conoscerci meglio, soprattutto ci ha fatto imparare ad esprimerci davanti agli altri.
Ricky, 9 anni, Scuola primaria Tito Speri:

Ho usato tanta fantasia e mi è piaciuto molto perché abbiamo avuto la possibilità di esprimere dei sentimenti che non ci sentiamo di raccontare ad altre persone. Grazie Pinksie!

Giada, 9 anni, Scuola primaria Tito Speri: 

Questo progetto mi è piaciuto ed inoltre mi ha aiutata a capire come vorrei il mondo in cui vivo.

Michele, 9 anni, Scuola primaria Tito Speri:

Le nostre passioni e capacità inventive sono state messe alla prova in questo lavoro in cui ognuno di noi si è concentrato esprimendo segreti, nascosti nella felicità che qualcuno li comprenda nel modo più positivo.

Yixuan, 9 anni, Scuola primaria Tito Speri: 

È stato molto divertente ed appassionante. All'inizio pensavo che fosse noioso, ma poi ho capito che era molto importante perché ti restava per tutta la vita.

Ramissa, 9 anni, Scuola primaria Tito Speri:

Il lavoro mi è piaciuto e sono contenta perché ho potuto dire le cose che penso, i sentimenti che provo e le emozioni che sento per qualcuno. La parte che mi è piaciuta molto è quando per la prima volta sono riuscita a scrivere quello che provavo. Questo progetto mi ha fatto capire tante cose.

Chelsie9 anni, Scuola primaria Tito Speri: 

Penso che quella di Pinksie sia stata un'esperienza significativa nella mia vita perché per la prima volta sono riuscita a scrivere su un foglio di carta un segreto veramente molto importante che non avevo mai rivelato a nessuno, neanche ai miei genitori. Dopo aver scritto il mio segreto per Pinksie sono riuscita a trovare coraggio e ne ho parlato con mia mamma e la mia maestra, per questo voglio ringraziare tantissimo Pinksie.

Filo, 9 anni, Scuola primaria Tito Speri: 

Grazie al progetto Pinksie ho "tirato fuori" un sacco di sentimenti che non avevo mai provato: vergogna, imbarazzo e la paura di scrivere i miei segreti. 

LE VOCI DEGLI INSEGNANTI

Anita Labò, insegnante Scuola primaria Radice di Via Paravia:

“l’80% dei bambini della attuale prima elementare sono arabofoni e obbligarli a parlare la lingua italiana diventa sempre più difficile. In questo particolare contesto l’esperienza fatta con Pinksie ci ha aiutati a comunicare attraverso l’espressione artistica, un linguaggio universale capace di superare le barriere linguistiche e di permettere ai bambini di esprimersi liberamente senza la paura di essere giudicati diversamente competenti”.

Maurizio Lo Sardo, insegnante Scuola primaria via Monte Velino:

“La storia della balena Pinksie narra della diversità, della non omologazione e di ciò che, non essendo conosciuto, non viene riconosciuto. È opportuno operare a livello infantile per educare le nuove generazioni ad apprezzare e valorizzare la diversità come arricchimento culturale. Le attività svolte dai docenti in classe sull’argomento hanno contribuito a favorire la socializzazione, l’autostima, la creatività e l’arricchimento cognitivo. Attraverso la lettura della storia di Pinksie gli insegnanti hanno coinvolto gli alunni in attività interdisciplinari. I bambini si sono divertiti a produrre elaborati grafico-pittorici e linguistico-espressivi in cui hanno potuto esprimere i loro vissuti e la loro creatività.”

LE VOCI DEGLI ARTISTI

 

Davide Gambaretto e Lucia Gotta:

“Noi crediamo che l’atto del raccontare, del disegnare, così come quello dello scrivere insieme, permetta ai bambini di esprimersi pienamente. Insegna loro il rispetto verso se stessi e verso il lavoro degli altri, verso le loro opinioni, le loro differenze, permettendo di sviluppare le proprie doti personali di narratore. Non solo, aiuta ad avvicinarsi e a fare propri argomenti difficili e complessi, veicolandoli in maniera appropriata. Narrare e disegnare possono contribuire a educare la mente. La fantasia è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare le chiavi per (ri)entrare nella realtà attraverso nuovi sentieri e può aiutare i bambini a conoscere il mondo.”

Magalie De Maistre:

“Il tuo Cristo è ebreo e la tua democrazia è greca. La tua scrittura è latina e i tuoi numeri sono arabi. La tua auto è giapponese e il tuo caffè è brasiliano. Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano. La tua pizza è italiana e la tua camicia hawaiana. Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine. Cittadino del mondo, non rimproverare al tuo vicino di essere straniero.”

Carlo D’Oria:

“La differenza tra le persone è molto importante perché ognuno dentro ha delle qualità speciali’, questa è la risposta immediata e sincera, espressa da mia figlia di 10 anni. Mi aspettavo, chiedendole se tra le persone ci fossero delle differenze, che mi dicesse ‘No, siamo tutti uguali!’ o ‘I maschi sono diversi dalle femmine!’ e invece no. Ho scoperto in lei la consapevolezza genuina di avere capito la realtà e l’importanza delle differenze che esulano da tutti quei concetti che determinano le discriminazioni.” 

Julie Sejournet:

“Pinksie mi ha permesso di rendermi conto che questo argomento preoccupa molto i bambini. Spesso sono loro stessi a sentirsi diversi in un modo o in un altro e sembra che l’esperienza di Pinksie abbia permesso loro di accorgersi meglio dell’unicità di ognuno.” 

Da Grande Anch'io

LE VOCI DEI RAGAZZI

Camilla, 12 anni, Scuola Secondaria di Primo Grado Mauri: 

“Penso che lo spettacolo sia stato molto interessante ed istruttivo, abbiamo imparato molte cose che di sicuro ci saranno utili nella vita. È stato molto bello vedere l'uovo cambiare colore e diventare una galassia mentre gli scienziati spiegavano la grande cellula. Essi ci hanno trasmesso i concetti principali in modo semplice e soprattutto facile da ricordare. Mi è piaciuto molto anche il fatto che gli scienziati hanno fatto diverse domande ai ragazzi e quindi abbiamo avuto modo di dire quello che pensavamo.”

Marco, 12 anni, Scuola Secondaria di Primo Grado Cairoli: 

“Il momento a nostro parere più bello e coinvolgente è stato quando giovani allievi dell’Accademia della Scala hanno inscenato, attraverso una coreografia, il ciclo vitale, per far avvicinare i giovani d’oggi al tema della genitorialità e della riproduzione che non si lega solo ad un concetto di “sesso” ma di amore e di desiderio di mettere al mondo una nuova vita. Durante il laboratorio svolto a scuola per l’estrazione del DNA è stato davvero emozionante ritrovare il proprio DNA chiuso in una piccola provetta! Per un attimo ci siamo sentiti protagonisti di un telefilm poliziesco!!”

Espoir Benissah, studente del Liceo Scientifico Statale “Albert Einstein” di Milano e volontario progetto 'Alternanza Scuola Lavoro':

“Durante il periodo di ‘alternanza scuola lavoro’, l’esperienza che ha lasciato il marchio maggiore su di me e sui bambini è stato il progetto Pinksie. I piccoli hanno avuto la possibilità di esprimere le loro idee e le loro passioni attraverso un progetto artistico interessante, basato sul principio del rispetto reciproco.”

LE VOCI DEGLI INSEGNANTI

EMILIA LAGOMARSINI, insegnante Scuola Secondaria di Primo Grado Mauri: 

"Ho molto apprezzato il progetto Da Grande Anch'Io per la sua carica innovativa e per l’elevato livello qualitativo delle proposte. La lezione- spettacolo è stata ricca di stimoli e ha rappresentato, insieme ai laboratori condotti a scuola, una preziosa occasione di contatto con il mondo della ricerca. I ricercatori del San Raffaele sono riusciti a trasmettere ai ragazzi contenuti complessi e nello stesso tempo entusiasmo e passione per il proprio lavoro.”

Giuseppina Alberio, insegnante Scuola Secondaria di Primo Grado Govone: 

"Il mio parere sul progetto Da Grande Anch'Io non può che essere positivo. I ragazzi hanno mostrato soddisfazione sia dopo la lezione spettacolo sia dopo il laboratorio. Hanno molto apprezzato la possibilità di tenere in mano ‘gli strumenti del mestiere’ dello scienziato visti fino ad allora in TV e di vedere con i loro occhi ciò che avevano fino ad allora solo immaginato essere il loro DNA. Personalmente ho invitato i ragazzi a riflettere sul mondo della ricerca che è spesso sostenuta grazie al contributo volontario dei cittadini e sulla passione che è il motore di questo lavoro. Auspico che questa esperienza possa essere estesa a più scuole possibili perché la ritengo molto formativa.”

Emanuela Giorgetti, insegnante Scuola Secondaria di Primo Grado Crivelli: 

"Vorrei davvero ringraziare Associazione Mercurio e Ospedale San Raffaele per la splendida iniziativa. Il riscontro tra i ragazzi e le famiglie è stato, a dir poco, entusiastico! I ragazzi hanno potuto finalmente capire ‘che cosa è il DNA’, quindi, cosa è la Vita! Molto bello, interessante e ricco di contenuti preziosi anche la lezione-spettacolo al Teatro dell'Elfo. Magnifico, poi, il balletto dei ragazzi della Scala, seguiti con grande attenzione dai nostri alunni che, soprattutto grazie all'ordinamento musicale della scuola, ormai attivo da 10 anni, sono particolarmente sensibili a tutte le forme artistiche." 

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